mercoledì 23 luglio 2014

L'autorazzismo delle classi dirigenti italiane

"Quello che non ha precedenti nella storia dell'umanità è la legge razziale non scritta dei piddini euristi italiani secondo la quale gli italiani sono una razza inferiore. Non è mai successo nella storia dell'umanità che un regime consolidasse il proprio potere utilizzando non la paura del diverso, ma il disprezzo del proprio prossimo. Ci volevano i padri nobili dell'euro perché si arrivasse a questo crimine contro l'umanità, contro quella porzione dell'umanità che è il popolo italiano, al quale l'umanità tanto deve, e dalla quale sta ricevendo in cambio l'odio delle proprie classi dirigenti. Fateci caso: non è possibile trovare un riformatore dell'Italia, un padre nobile, che non parta dall'odio verso il popolo italiano, malcelato dietro due o tre parolette di circostanza, le quali non riescono a celare un dato palese: che quando parlano d'Italia, cioè di noi, questi padri nobili non sanno assolutamente di cosa stiano parlando.

E, come sempre, il razzismo, o, come nel caso dell'Italia, l'autorazzismo, oltre a urtare contro un principio etico, urta contro un principio razionale: i dati continuano a non dire che siamo stati peggiori degli altri, e soprattutto continuano a non dire che, quando potevamo farlo, eravamo incapaci di governarci. E, ancora una volta come sempre, il razzismo chiede un tributo di sangue alle sue vittime, che in questo caso siamo noi. Quelli che dicono "secondo me ha ragione Zingales" sono quindi, loro malgrado, peggiori dei fascisti storici. Il loro autorazzismo è più rivoltante e più irrazionale del razzismo che ha caratterizzato gli altri regimi totalitari, quelli che hanno preceduto il regime eurista.

Io confido che questi dati li aiutino a ravvedersi, a capire che ragionare in termini di superiorità o inferiorità etnica non porta da nessuna parte, a capire che nessuno ha il diritto di dichiarare l'inferiorità di nessun gruppo, nemmeno di quello al quale appartiene, a capire che questo tipo di dichiarazioni sono un parto dei regimi totalitari, e che quindi lo stesso fatto che la stampa e i politici italiani ci bombardino con queste affermazioni mendaci circa la nostra inferiorità sono il più chiaro segno del fatto che viviamo in un regime totalitario, nel quale non è a rischio solo la pagnotta, ma la democrazia, la libertà di espressione, la libertà tout court."

Alberto Bagnai

mercoledì 2 luglio 2014

Breve storia dell'ingegner Mario Bianchi e della sua fortuna

Dal blog del prof. Bagnai (goofynomics) copio e incollo.


"Caro prof,

vorrei raccontarle come la Goofynomics abbia contribuito a cambiare la mia vita di fatto, non in teoria.

Ci siamo spesso scontrati nei commenti, mi ha insultato direttamente o indirettamente, tuttavia penso di aver imparato più da lei in due anni che in una vita di dilettantismo economico letto nei giornali "blasonati" come Repubblica o Il Sole24h.

Cronologia:
*Estate 2012: frustrato per non riuscire a capire le ragioni della crisi in Italia leggendo i giornali, inizio con un libro di Galimberti, "SOS Economia". Capisco cosa sono i mutui subprime, e cosa significa la parola derivato, oppure cosa comporta per un povero risparmiatore la "cartolarizzazione" del suo mutuo.
Prendo coraggio su materie economiche. Su Amazon mi imbatto nel "Tramonto dell'Euro". 5 stelle. Lo acquisto come ebook. Pessimo affare. Il formato ebook intendo. Un libro ricco di tabelle e grafici non è leggibile come ebook. Lo leggo su due monitor, tra un test su un satellite e un altro (era il mio lavoro). Effetto: sale l'incazzatura perchè capisco che per anni anzichè la Luna, ho guardato il dito.
*Autunno 2012: inizio a frequentare il blog. Capisco metà scarsa dei post. Il contenuto è avanzato. Wikipedia, Investopedia, etc mi vengono in aiuto. Inizio a leggere altri blog di economia, per iniziare a districarmi nel gergo economico.
*Primavera 2013: capisco che l'Italia è condannata con questa mentalità, e che io farò parte dei vinti: lavoro nel privato e nel manifatturiero, anche se come ingegnere faccio un lavoro interessante. Come dice un mio collega: puoi anche saper spaccare l'atomo in quattro, ma se non serve farai comq un lavoro di merda. Inizio a pensare a forme diverse per incrementare il reddito. Sono molto spaesato. Inizio a leggere libri di macroeconomia e libri di finanza di base.
*Autunno 2013: imparo a leggere i bilanci societari, e scarico quello di Xghwrstdsa. Un disastro. La mia Compagnia è parzialmente controllata da Xghwrstdsa, ma per la maggior parte dai Francesi. Leggendo il blog, capisco che è la cosa peggiore in questo momento che possa capitare a lavoratori italiani. Non solo l'euro aumenta gli squilibri fra Stati, ma addirittura il pesce grosso francese mangia il pesce piccolo italiano, sottraendogli commesse importanti. Nella totale assenza di dirigenti e politici italiani che difendano il nostro perimetro.
*Inverno 2014: prefiguro la cassa integrazione, a zero ore. Cioè con 800 euro al mese. Nè i sindacalisti ne parlano, nè l'azienda, che la esclude "categoricamente" per il 2014. Non mi fido, i dati sono troppo negativi, l'euro sta facendo implodere l'Italia e la mia compagnia non prende commesse, specie sul territorio italiano. Inizio a trovare il coraggio di mandare CV all'estero, seriamente, con precisi obiettivi:
1. Evitare un Paese sconfitto dall'euro
2. Levarmi dal manifatturiero
3. Mantenere un profilo elevato come competenze, perché le scarse competenze non sono rivendibili e iperspecializzarsi è la cosa peggiore che puoi fare.

*Primavera 2014: Un giorno mi alzo alle quattro di mattina, vado a fare un colloquio in Olanda per una società britannica, torno a mezzanotte e mezza. Il giorno dopo sono nuovamente al lavoro.
Due settimane dopo, di mattina, mi confermano che ho vinto il concorso con selezione su base internazionale. Il lavoro risponde a tutti e tre i punti. Il pomeriggio dello stesso giorno (!) mi chiamano i dirigenti per informarmi che la mia azienda inizierà la cassa integrazione con probabilità 100%. E io sarei rientrato nella rosa degli sfigati. La stessa cassa integrazione che l'azienda con comunicato ufficiale aveva escluso per il 2014.
Tutti cadevano dalle nuvole: colleghi, sindacati, dirigenti di primo livello.
Io no. Magari ho dormito male per mesi sapendo come sarebbero andate le cose, ma studiare economia come un matto in questi mesi mi ha permesso di anticiparne gli esiti e di prendere i dovuti provvedimenti.
Mi rode il culo lasciare il mio Paese, terribilmente mi rode, e sono anche un po' spaventato perchè lascio affetti, amicizie e abitudini.

Per me i leghisti erano zotici con le corna. Poi ho apprezzato Salvini. Ho votato Borghi alle Europee...ovviamente gli hanno preferito Borghezio.

Per me il risultato finale è che leggere questo blog mi ha spinto ad informarmi e a rimettere in discussione il 100% delle mie convinzioni politiche e storiche. E quindi me stesso e il mio modo di ragionare e guardare ai fatti e ai dati, separandoli nettamente dalle opinioni.

Martello continuamente amici e colleghi per scardinare le loro convinzioni becere: hanno iniziato a darmi più ascolto da quando hanno saputo della cassa integrazione e della mia dipartita. Della serie: occorre la strizza al culo e specchiarsi in uno che cambia vita per il meglio per provare a rimettersi in discussione un minimo.

Continuerò a martellare i nuovi colleghi olandesi e inglesi.

Cordiali saluti,
Mario Bianchi (o John Smith, o Pierre Dupont,...)"

domenica 22 giugno 2014

La guerra sulle percezioni

Chi decide di fare informazione, dando vita a un giornale o una televisione, non lo fa mai con l'intento di rendere un servizio al cittadino, nella spesso dichiarata intenzione di fare libera informazione a gratuito beneficio della gente che, così resa consapevole, possa meglio partecipare alle decisioni che la coinvolgono in quanto comunità. Chi scegli di avere un giornale lo fa sempre con l'intenzione di incidere sulle opinioni di più persone possibili, perché ha un proprio obiettivo di potere, una propria ideologia e visione del mondo quale vorrebbe che fosse. Quale vorrebbe che fosse... Quindi non esiste informazione neutra! Questa consapevolezza da parte dei cittadini è necessaria. Paradossalmente è proprio questo che si cerca di contrastare da parte dei media.

domenica 8 giugno 2014

1984

Il titolo del post è lo stesso di quello del blog e si rifà a quello del libro scritto da George Orwell. Il motivo è presto detto: oggigiorno la tecnologia rende molto più facile, di quanto poteva esserlo ai tempi in cui l'autore dava vita all'omonimo libro, la possibilità che il mondo degli uomini sia controllato da un Grande Fratello. Mettendo in luce le intuizioni e dando corpo alle ossessioni dello scrittore inglese.
Detta così la cosa appare semplicistica, ma indubbiamente questo è solo un modo sintetico di indicare il concetto. In buona sostanza, ciò che seguirà sarà dettato da una insopprimibile volontà di esprimere il proprio pensiero soddisfacendo il diritto tutelato dall'articolo 21 della costituzione italiana, tenendo però bene a mente l'immanente deterrenza censoria rappresentata dall'evolutissima odierna tecnologia informatica sempre pronta a farsi strumento dell'invasione della nostra privacy, dell'orientamento delle nostre opinioni e, in definitiva, della conduzione delle nostre vite.